Lo Psicodramma, strumento di Formazione esperienziale

Da più parti si sollevano voci contrarie all’uso di metodi e strumenti classici di formazione come la lezione frontale, l’uso di noiosissimi Power Point e altri metodi classici di trasmissione del sapere e dell’esperienza.

È chiaro ormai, alla luce delle ricerche sull’apprendimento, che l’esperienza diretta e il concorso simultaneo di più canali sensoriali afferenti al sistema nervoso centrale,  sono elementi in grado di consolidare maggiormente quanto viene trasmesso dall’esperienza.

Così in questi anni si stanno facendo strada interessanti metodi formativi che prevedono la creatività come strumento principale di apprendimento, che utilizzano il gioco (ricordate i giochi senza frontiere?), oppure  l'uso si giocattoli con la funzione di oggetti transizionali, come per esempio i mattoncini dei Lego, che sono in grado di mettere in scena veri e propri sociodrammi e che riportano al gusto e all'assorbimento che abbiamo sperimentato durante l'infanzia. Altre strategie prevedono esperienze inusuali al di fuori del normale contesto di vita dei partecipanti, come lo stare insieme in barca a vela per qualche giorno per imparare a coordinare i ruoli reciproci; o momenti coordinati che prescrivono la creazione di un piatto elaborato di cucina, e altre ancora, come per esempio il teatro. Tutte queste esperienze, e tante altre con contenuti simili, contemplano il più delle volte la presenza di un formatore e di un esperto nel settore in cui si svolge l’esperienza collettiva.

Il denominatore comune di queste proposte formative, ormai entrate a far parte della gigantesca offerta formativa che circola sul web, è la sperimentazione di modalità di apprendimento indiretto, ateorico e spesso ludico, risultate molto efficaci nei contesti organizzativi e nel lavoro di gruppo, poiché possiedono il pregio di alleggerire il carico attentivo, di suscitare emozioni positive e coalizzare i gruppi intorno ad un obiettivo comune.

Proprio il fattore partecipativo ed emotivo, nell’esperienza del movimento e nel rispetto di un contesto di regole, sembra essere il più favorevole per il consolidarsi dell’esperienza e del suo valore formativo.

Lo psicodramma, come è noto, nasce come metodo terapeutico ed è utilizzato con  efficacia nella psicoterapia di gruppo e di coppia. Pochi invece sanno che può diventare un potente metodo di formazione esperienziale, poiché possiede oltre alle caratteristiche dell’apprendimento indiretto, il dono dell’analisi e della sintesi di problematiche organizzative e personali che non potrebbero essere altrimenti evidenziate da altri metodi di formazione esperienziale.

Le sue regole sono poche, a loro volta tecniche di gioco e di relazione, chiare e coinvolgenti. Di seguito ne propongo una sintetica declinazione.

L’intervista. “Tratteggio il contesto, descrivo il problema, creo la scena”.

Il doppiaggio sul protagonista. “Parlo per te, sono il tuo suggeritore, dico quello che vorresti e non riesci a dire, dico ciò che non sai ancora di voler dire”.

L’inversione di ruolo. “Io sono te e tu sei me. Mettiti nei miei panni. Io mi guardo con gli occhi tuoi e tu mi guardi con gli occhi miei”.

Il soliloquio. “Prestatemi le vostre orecchie. L’ascolto del pubblico”.

La moltiplicazione. “Tutte le versioni possibili della soluzione al problema”.

Lo psicodrammatista, psicologo e psicoterapeuta abilitato all’esercizio dello psicodramma, guida in scena il contesto organizzativo, attraverso l’esaltazione dei suoi punti di forza e la sottolineatura delle sue fragilità; facilitando il “Gioco del Gruppo in scena” entra nell’organizzazione del lavoro e nelle sue falle, allo scopo di colmarle. Un confronto finale tra i partecipanti condensa e conclude la riflessione che emerge dal gioco della rappresentazione.

Lo psicodramma si propone così nella formazione come metodo attivo globale e rivoluzionario, leggero e profondo ad un tempo, trasformativo e propulsivo per l’azienda e per le persone che la formano.